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VITE MIE

cinque giorni di trasmissione di esperienze teatrali

Vi invito a fare un giro in giostra con me attraverso alcune domande che mi hanno sempre affascinato e che mi hanno spinto ad affrontare difficili salti teatrali con utile incoscienza: cosa c’è fra una riga e l’altra di ogni biografia? quali eventi sconosciuti, quali pensieri, quali eroismi e quali viltà?
Cosa accade alla mia immaginazione, al mio corpo, alla  mia voce, se cerco di creare una scrittura scenica a partire dalla vita di una persona famosa – che sia la Duse, Gustavo Modena, la Regina Elisabetta, Tremonti, Hitler, Lady Gaga o Nick Cave?
E se la metto in relazione ad una delle molte esistenze che non godono di fama planetaria?
E se, come elemento di conflagrazione, attivo tutta la mia memoria emotiva per rileggere ed usare anche la mia autobiografia?
Ecco che ogni vita mi pare un romanzo che può diventare racconto teatrale, ed ecco il protagonista oscillare con noncuranza tra demoni e santità.

Affronteremo le note questioni della memoria emotiva, dell’illusione circa l’esistenza dei personaggi, della ricerca dell’armonia tra parola e canto, gesto e danza, dell’osservazione, dell’elaborazione di elementi di improvvisazione attraverso la creazione di una struttura di racconto che ci porti ad una scrittura scenica vera e propria.
Assisteremo, per i giorni di lavoro insieme, all’ignota nascita di un gruppo inedito che arriverà a costruire un comune universo, fatto di diversissime individualità tutte tese a costruire riti  per una comunità teatrale in cerca di nuovi linguaggi.

Anche in questo viaggio di formazione, non elenco gli elementi tecnici dai quali passeremo, perché mi auguro che li sfioreremo leggeri e useremo con grazia la tecnica per scoprire quanto sia possibile e utile mescolare diversi stili e saperi per raggiungere l’autenticità.
Davanti ad un tuffo o a un salto il desiderio ci fa superare ostacoli che, se esaminati con troppa attenzione ci farebbero desistere.

Invito chi parteciperà a scegliere e documentarsi su un personaggio illustre e ad osservare o ricordare con precisione uno che non lo è o non lo è stato.
Sarà utile avere carta e penna e un abbigliamento comodo ma non sportivo.

Elena Bucci,  regista, attrice, autrice, ha fatto parte del nucleo storico del Teatro di Leo di Leo de Berardinis partecipando a tutti gli spettacoli. Ha lavorato con Mario Martone (Antigone), Pappi Corsicato (La voce umana), Claudio Morganti (Riccardo III, Le regine). Per il lavoro con lui vince, nel 2000, il Premio Ubu come migliore attrice. Ha fondato con Marco Sgrosso la compagnia Le Belle Bandiere (premio Hystrio - Altre Muse  per l’attività, 2007), con sede a Russi di Romagna dove fondano un Laboratorio teatrale permanente, contribuiscono alla riapertura del Teatro Comunale e realizzano progetti come la Città del Sonno (in collaborazione con il Laboratorio, musicisti, artisti visivi, scrittori) e spettacoli - dei quali cura regia e drammaturgia - come Macbeth, Hedda Gabler, L’Amante (quest'ultimo con Marco Sgrosso), La locandiera (prodotti da CTB Teatro Stabile di Brescia), Santa Giovanna dei Macelli (prodotto dal Teatro Stabile Metastasio di Prato) e Regina la Paura,  progetto partito da L’Arboreto di Mondaino e prodotto nel 2010 dal Teatro Stabile Mercadante di Napoli.  Le Belle Bandiere ha condiviso con Diablogues di Vetrano e Randisi un progetto di rilettura dei classici. Con ‘Le smanie per la villeggiatura’ vince nel 2007 il Premio Eti - Gli olimpici per il Teatro per il migliore spettacolo dell’anno. E’ autrice di drammaturgie originali come Non sentire il male - dedicato a Eleonora, Autobiografie di ignoti, Naufraghi dal Bar Calypso (produzione Sagra Malatestiana), Bambini ( con Davide Reviati e Claudio Ballestracci Santarcangelo 2003), Canti per elefanti, Juana de la Cruz o della libertà (musiche di Andrea Agostini per Ravenna Festival ), Eleonora o delle Metamorfosi (con Paolo Puppa per le Celebrazioni Dusiane di Venezia),  e, con Marco Sgrosso, Gli occhi dei matti, da L’Idiota, Le relazioni pericolose, da Laclos, Cavalieri erranti, da Cervantes, La Pazzia di Isabella, con la collaborazione alla drammaturgia di Gerardo Guccini. Cura regìe per Ravenna Festival, collaborando con Nevio Spadoni e Luigi Ceccarelli: Galla Placidia,  Francesca da Rimini e Byron e Teresa (con Chiara Muti), Le Apocalissi (con Massimo Cacciari). Nel 2010 recita in Tenebrae, opera di Adriano Guarnieri per la regia di Cristina Mazzavillani Muti.E’ stata la prima interprete italiana di Medea di Benda, progetto e direzione musicale di Manlio Benzi per il quale dirige anche Tempesta e Sogno di una notte di mezz’estate. Con Ramberto Ciammarughi realizza un progetto in musica su Dante. Collabora con Ivano Marescotti (Bagnacaval, Il migliore dei mondi possibili). Crea drammaturgie con Guido Leotta, Tratti - Mobydick e e il gruppo musicale. Ha lavorato in cinema con Raul Ruiz, Pappi Corsicato, Michele Sordillo, Massimiliano Valli e Luisa Pretolani (ciclo di film V.A.C.A. VAri Cervelli Associati) La compagnia è sostenuta dal Comune di Russi, dove ha sede, e dalla Regione Emilia Romagna.

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