< back

BAMBINI
azione di teatro, pittura e luce

progetto di
Claudio Ballestracci
Elena Bucci
Davide Reviati

Associazione culturale Rrose Sélavy
regia e drammaturgia   Elena Bucci
installazioni   Claudio Ballestracci
dipinti   Davide Reviati
cura   Rrose Sélavy

con   Elena Bucci
accompagna   Paola Bartoli
alla fisarmonica   Andrea Agostini
luci e suono   Giovanni Belvisi per Cosabeat
registrazioni ed elaborazioni sonore   Raffaele Bassetti
progetto grafico del quaderno Bambini   Stefano Tonti
riprese e montaggio video   VACA (vari cervelli associati)
produzione
Le belle bandiere
Rrose Sélavy
l'arboreto PerCorsi fra arte comunicazione natura

primo debutto di Bambini al 33° festival Santarcangelo dei Teatri
8, 9, 11 luglio 2003  ex colonia Fiat di Igea Marina
per contatti e informazioni:   lebellebandiere@racine.ra.it   -   r.selavy@libero.it

Che cos'è in definitiva Bambini? Come definirlo? Uno spettacolo teatrale itinerante. Una mostra d'arte. Un allestimento. Tutto questo insieme.
Qualsiasi risposta introduce un malinteso. E allora mettiamola così, non a caso citando François Truffaut: non bisogna mai aver fretta di dissipare i malintesi. Forse è con questo sentire che ci si avvicina meglio allo stile e alla forma di Bambini.

Le aspirazioni…
Un'azione teatrale che partecipi di diversi linguaggi: la pittura e l'installazione. Senza ridurli a sottotracce scenografiche o fagocitarli nella concitazione rappresentativa e organizzativa tipica della macchina-teatro, ma rispettandone i tempi e le modalità di fruizione. Confidando di stabilire un dialogo tra diverse poetiche, tra nature diverse, che restituisca un qualche ibrido vitale e, pure se esteticamente scorretto, autentico. 
Ricerca di comunicazione tra le arti per uscire dai modi abituali di fare teatro e fare mostre, dalle consuetudini del rapporto con il pubblico, in cerca di un'infanzia interiore violata, ma non muta. Proprio come parlano i bimbi delle tele di Reviati, testimoni dell'assurda permanenza di uno stile di vita e di pensiero che trova nei bambini e nella nostra parte vulnerabile e creativa le sue prime vittime, nell'illusione di privilegiarle.

Bambini nasce attorno ai dipinti di Davide Reviati. Più che ritratti, ombre della memoria, in qualche modo. Un voyeurismo dell'anima che punta sull'assenza. Di qualsiasi ansia di naturalismo. Delle maschere grottesche da fanciullo che i piccoli indossano abitualmente. Di qualsiasi cosa, in definitiva, che distragga dalla loro (dalla nostra) natura ultima. Resta l'evocazione, l'adesione, la testimonianza, il distacco. Ecco Bambini.

Il progetto
Il progetto 'Bambini' segna l'inizio di un percorso di studio sulla comunicazione tra le arti incentrato sulla riflessione intorno all'infanzia, vista non solo come passaggio anagrafico d'età, ma anche come luogo del ricordo e della percezione sempre vivo in ognuno di noi, potenziale espressivo da risvegliare, capacità spesso violata di percepire e creare l'evento artistico.
Gli ideatori del progetto cominciano ad incontrarsi nel dicembre 2002, intorno alla fascinazione dei dipinti di Reviati, e decidono di tentare una ricerca che, partecipando dei diversi linguaggi dell'installazione, del teatro e della pittura, possa ritrovare un linguaggio  comune ignorato e dimenticato soltanto in apparenza.
Abbiamo deciso di lavorare in  luoghi non teatrali  e di passare attraverso diverse strategie di allestimento, che contemplassero anche le differenti modalità creative degli ideatori.
In questa prima forma , l'evento, itinerante, era per cinquanta persone, e della durata di un'ora circa.
Il pubblico veniva guidato attraverso gli spazi di una grande colonia, dove incontrava dipinti e installazioni,  e diversi passaggi d'età.
La scommessa grande era quella di confrontare e far scivolare l'uno nell'altro il tempo teatrale e il tempo della pittura e delle installazioni.
La ricerca della comunicazione tra le arti significava anche voler uscire dai modi abituali di fare teatro e fare 'mostre', dalle consuetudini del rapporto con il pubblico, in cerca di un'infanzia interiore violata, ma non muta, proprio come parlano i bambini delle tele di Reviati, testimoni dell'assurda permanenza di uno stile di vita e di pensiero che trova in loro e nella nostra parte vulnerabile e creativa le sue prime vittime, nell'illusione  di privilegiarle.
Abbiamo la sensazione di avere appena intravisto potenzialità che ci sembra contengano i segni di un possibile, sopportabile futuro.

Per questo ad ogni ospitalità  offerta al progetto chiediamo l'occasione  di un laboratorio di preparazione che ci permetta di continuare la ricerca, abbracciando le differenze di luogo, di tempo, di persone.

^ inizio pagina

Associazione Culturale LE BELLE BANDIERE
Via Faentina nord, 4/1 48026 Russi (RA) Tel. 393.9289782 - 393.9535376
All rights reserved mail:lebellebandiere@racine.ra.it